Che cos' è la dichiarazione di successione?

 

La successione si apre al momento della morte. Qualora il defunto non avesse redatto testamento gli eredi, i legatati ecc. sono tenuti alla presentazione della dichiarazione di successione ENTRO 1 ANNO dalla data di decesso.


 

Chi deve presentare la dichiarazione?


 

Sono obbligati a presentare la dichiarazione:

  • gli eredi, i legatari e i loro rappresentanti legali;

  • gli amministratori dell’eredità;

  • gli esecutori testamentari;

  • i curatori delle eredità giacenti;

  • i trust;

  • gli immessi nel possesso dei beni (qualora si presentasse il caso di morte presunta o assenza di defunto).



La dichiarazione è sempre obbligatoria?


 

La dichiarazione non è obbligatoria quando si verificano queste 3 condizioni:

  • l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto;

  • l’attivo ereditario non è superiore ai 25.823 euro;

  • l’attivo ereditario non include beni immobili o diritti reali immobiliari.

 Quando va presentata la dichiarazione?

 

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro il temine di 12 mesidall’apertura della successione, che dovrebbe coincidere con la data della morte del De Cuius. Entro 30 giorni dalla presentazione bisogna fare anche richiesta di voltura degli immobili.

Le imposte sugli immobili ereditati 

Imposta di successione

L’imposta di successione è calcolata dall’ufficio, in base alla dichiarazione presentata e previa correzione di eventuali errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante nella determinazione della base imponibile


 

BASE IMPONIBILE

Per gli immobili ereditati in piena proprietà (cioè immobili non gravati da diritti reali di godimento), la base imponibile per il calcolo dell’imposta è costituita dalla loro rendita catastale (rivalutata del 5%) moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti:

• 110, per la prima casa

• 120, per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (esclusi quelli delle categorie A/10 e C/1)

• 140, per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B

• 60, per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D

• 40,8, per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

Per i terreni non edificabili il valore imponibile si determina, invece, moltiplicando per 90 il reddito dominicale già rivalutato del 25%.

ALIQUOTE

Sono previste aliquote di tassazione diverse, a seconda del grado di parentela intercorrente tra la persona deceduta e l’erede. In particolare, sul valore complessivo dell’eredità si applicano le seguenti aliquote:

• 4%, per il coniuge e i parenti in linea retta (genitori e figli), da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 1.000.000 di euro

• 6%, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 100.000 euro

• 6%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, nonché affini in linea collaterale fino al terzo grado

• 8%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per le altre persone.

Imposte ipotecarie e catastali

Quando nell’attivo ereditario ci sono beni immobili e diritti reali immobiliari, sono dovute le imposte ipotecaria e catastale.

Queste, sono pari, rispettivamente, al 2% e all’1% del valore degli immobili, con un versamento minimo di 200 euro per ciascuna imposta. 

Prima di presentare la dichiarazione di successione occorre liquidare alcune imposte (senza possibilità di rateizzazione) attraverso il modello F23. Le imposte fiscali ineriscono solo ai beni immobili:

  • imposta ipotecaria (2% sul valore totale dei beni immobili, codice tributo 649T);

  • imposta catastale (1% sul valore totale dei beni immobili, codice tributo 737T);

  • imposta di bollo (misura fissa di € 58,48 per ciascuna formalità di trascrizione, codice tributo 456T);

  • tassa ipotecaria (misura fissa € 35 per ciascuna nota di trascrizione, codice tributo 778T);

  • tributi speciali (esempio diritti di segreteria);

  • tributi speciali catastali (esempio estratti degli atti ed elaborati catastali).


 

AGEVOLAZIONI “PRIMA CASA”

Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di 200 euro per ciascuna imposta, indipendentemente dal valore dell’immobile caduto in successione, quando il beneficiario (o, nel caso di immobile trasferito a più beneficiari, almeno uno di essi) ha i requisiti necessari per fruire delle agevolazioni “prima casa”. In questo caso è necessario attestare nella dichiarazione di successione l’esistenza delle condizioni che la legge richiede. Requisiti per richiedere le agevolazioni “prima casa” Le agevolazioni fiscali sono concesse se chi eredita l’immobile: • non è titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile ereditato • non è titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Questi due requisiti devono sussistere entrambi. Inoltre, l’immobile deve trovarsi nel Comune in cui l’erede ha la propria residenza o in cui intende stabilirla entro diciotto mesi (salvo alcuni casi particolari in cui tale requisito non è richiesto, come per esempio per il personale delle forze di polizia). Decadenza dall’agevolazione La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 33/2011 fornisce importanti chiarimenti sulla decadenza dall’agevolazione nei casi in cui uno degli eredi abbia reso una falsa dichiarazione o quando egli non trasferisca la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile ereditato nel termine di diciotto mesi.

DICHIARAZIONE DEL REDDITO

L'anno successivo alla morte deve essere presentata la dichiarzione dei redditi relativa al defunto, salvo i casi di esenzione, e pagare le imposte a nome del defunto.

Ugualmente ciascun erede dovrà dichirare nella propria dichirazione dei redditi la quota degli immobili ereditati dal defunto, tenendo presente che al coniuge spetta il diritto di abitazione nella casa adibita a residenza familiare, perciò lui solo deve dichiararne il reddito.

Per le modalità di presentazione e soprattutto per le ipotesi di esenzione, consultare le istruzioni ministeriali relative alla dichirazione dei redditi

 

 

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