Competenza ed esperianza

Lo Studio Braconaro- Toscano con sede a ORBASSANO offre da anni assistenza legale in diritto di FAMIGLIA con un'equipe di Avvocati e Commercialisti specializzati. Lo Studio mette al servizio del cliente la propria professionalità interdisciplinare.

In questi casi, come anche in altri, l'aspetto legale si coniuga e si fonde sempre più con l'aspetto fiscale e patrimoniale dei coniugi.
 

Domande frequenti

 

  • Che differenza c’ è tra separazione e divorzio?

La separazione legale sospende gli effetti del matrimonio nell'attesa o di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio. La separazione può essere legale, consensuale o giudiziale, o semplicemente "di fatto", in conseguenza dell’allontanamento di uno dei coniugi per volontà unilaterale, o per accordo, ma senza l'intervento di un Giudice.

 

  • La separazione legale rappresenta una delle condizioni per poter chiedere il divorzio.

Con il divorzio viene definitivamente sciolto il matrimonio con la cessazione degli effetti civili (se è stato celebrato matrimonio concordatario con rito religioso, cattolico o di altra religione riconosciuta dalla Stato italiano). Vengono a cessare definitivamente gli effetti del matrimonio, sia sul piano personale (uso del cognome del marito, presunzione di concepimento, etc.), sia sul piano patrimoniale. La cessazione del matrimonio produce effetti dal momento della sentenza di divorzio, senza che essa determini il venir meno dei rapporti stabiliti in costanza del vincolo matrimoniale. Solo a seguito di divorzio il coniuge può pervenire a nuove nozze.

  • Qual è la differenza tra separazione consensuale e separazione giudiziale?

Con la separazione consensuale i coniugi raggiungono un accordo in ordine alle condizioni (personali e patrimoniali) della separazione stessa. Il Tribunale si limita ad omologare tale accordo ovvero a garantire che siano rispettati i diritti di ciascun coniuge e della eventuale prole, mediante decreto.

La separazione giudiziale è necessaria in caso di disaccordo ovvero i coniugi non raggiungono un accordo. In tale ipotesi la separazione viene pronunciata con sentenza dal Tribunale, che si impone nel determinare le condizioni.

Il diritto di chiedere la separazione (consensuale o giudiziale) spetta a ciascun coniuge, anche in mancanza di accordo dell'altro coniuge. La procedura si avvia mediante ricorso al Tribunale competente.

Ciascun coniuge ha il diritto di chiedere la separazione consensuale o giudiziale, anche se l’altro coniuge non è d’accordo. In questo caso la procedura si avvia mediante ricorso al Tribunale competente.

  • Quando ci si può avvalere della separazione con addebito?

Nella sentenza di separazione qualora ricorrano determinate circostanze e qualora venisse richiesto da uno dei coniugi, il Giudice può dichiarare a quale dei due coniugi sia addebitabile la separazione.

L'addebito assume rilevanza per ciò che riguarda il diritto successorio (art. 548 e 585 c.c.) e la determinazione dell'assegno di mantenimento (art. 156 c.c.).

Costituiscono fatti che possono condurre all'addebito della separazione quelli che ledono il dovere di lealtà, quali i maltrattamenti, l'omessa assistenza morale e materiale, l'abbandono ingiustificato della casa coniugale, puranche le vessazioni della suocera.

Secondo la giurisprudenza, l'adulterio, di per sé, non è causa di addebito, se non quando sia grave e notorio al punto da determinare discredito sociale in pregiudizio dell'altro coniuge.

Alcune sentenze e riferimenti

 

Alcune sentenze e riferimenti

  • La dichiarazione dei redditi del padre è inattendibile: 2.000 euro di mantenimento al mese per il figlio.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 19 novembre 2015 – 24 febbraio 2016, n. 3684
Presidente Dogliotti – Relatore Bisogni

  • La formazione di una famiglia di fatto è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà postmatrimoniale con l’altro coniuge che, legittimamente, può confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 19 novembre 2015 – 5 febbraio 2016, n. 2466
Presidente Dogliotti – Relatore Bisogni

  • Il coniuge affidatario dei figli minori, oppure maggiorenni ma non autosufficienti, ove sia assegnatario della casa familiare, può opporre il provvedimento di assegnazione al comodante, il quale pretenda il rilascio dell’immobile, soltanto nel caso in cui il contratto sorto tra il comodante stesso ed almeno uno dei due coniugi abbia previsto la destinazione del bene a casa familiare.

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 25 novembre 2015 – 9 febbraio 2016, n. 2506
Presidente Berruti – Relatore Rossetti

  • Anche se il matrimonio dura solo 3 mesi, l'assegno divorzile va riconosciuto.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 19 novembre 2015 – 5 febbraio 2016, n. 2343
Presidente Dogliotti – Relatore Bisogni

  • Rettifica del sesso di persona coniugata - Artt. 2 e 4 della legge 164/1982 - Sentenza di illegittimità costituzionale 170/2004 - Portata - Conseguenze - Mantenimento in vita del matrimonio sino all’intervento del legislatore - Fondamento.

  • I figli, studenti universitari, non sfruttano l'opportunità di studiare. Niente assegno di mantenimento.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 29 settembre 2015 – 1 febbraio 2016, n. 1858
Presidente Di Palma – Relatore Dogliotti

  • Il padre ha diritto di accedere alla documentazione fiscale della figlia maggiorenne per dimostrare che ha redditi autonomi e non le spetta il mantenimento.

TAR Friuli Venezia Giulia, sez. I, sentenza 19 novembre 2014, n. 599
Presidente/Estensore Zuballi

  • Entrambi i figli si iscrivono all’Università e si trasferiscono nelle Marche. Aumentano le spese per la famiglia. Per la Cassazione ciò non basta per legittimare la richiesta della madre per un contributo più sostanzioso da parte dell’ex marito.

Corte di Cassazione, sez. Vi Civile – 1, ordinanza 27 ottobre 2015 – 14 gennaio 2016, n. 439
Presidente Ragonesi – Relatore Bisogni

  • Calcolo assegno divorzile: conta l’occupazione de facto dell’immobile da parte del coniuge beneficiario?

Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1, ordinanza 2 dicembre 2015 – 11 gennaio 2016, 223
Presidente Dogliotti – Relatore Genovese

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