Hai ricevuto avvisi e/o cartelle per tributi? Pensi che tali importi non siano dovuti?

 

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Cartelle Esattoriali - Come difendersi

Se si riceve una cartella di pagamento, questa deve essere considerata come un atto di precetto, non fare nulla o non andarla a ritirare è una cosa poco intelligente, prima di pagare bisogna verificare una serie di elementi di seguito elencati:

 

Fare ricorso è fondamentale, farlo nei termini è essenziale, non vi fidate degli uffici, trascorsi i termini (60gg per le tasse, 30 per le multe e 40 per i contributi) non ci sono possibilità dovete pagare! l'autotutela non serve a nulla, anche se la fate procedete a inoltrare ricorso, tramite un esperto del settore. Quindi se non annullano subito fate ricorso e chiedete la condanna alle spese.

 

 

quando non vi trovano in casa (irreperibilità relativa) vi lasciano un avviso, dovrebbero mettere l'affissione alla porta e inviare una raccomandata, ricevuta la raccomandata non andarla a ritirare entro 10 gg non va bene.  Scaduti i 10gg la cartella si da per notificata per cui da tale giorno decorrono i termini per fare ricorso (60gg per le tasse, 30 per le multe e 40 per i contributi) quindi se andate dopo due mesi non solo perfezionate la notifica, ma vi precludete la possibilità di fare ricorso. Quindi ricordate che decorsi dieci giorni dal ricevimento della raccomandata , i termini cominciano a decorrere .

 

Prima di pagarla verificare sempre che non ci siano errori di procedure o prescrizioni, nel 60% dei casi le cartelle sono nulle.

 

 La cartella esattoriale, per legge deve essere notificata, se vi ritrovate nella cassetta postale una cartella inviata per posta ordinaria o prioritaria, questi non e' valida ma nulla.

 

Accertatevi che il tributo richiesto non sia prescritto, anche se il tributo e' prescritto non e' da escludersi che l'esattoria tenti di recuperare comunque e comunque e' necessario sempre fare ricorso nei termini.

Non rivolgetevi all'esattoria per informazioni, ma all'ente impositore, eventuali sgravi o rettifiche possono essere effettuati solo dall'ente emittente, per cui l'esattoria riscuote e basta  Ricordatevi che uno strumento alternativo al ricorso e' l'istanza di annullamento ai sensi della legge sull'autotutela, per cui inoltrate istanza di annullamento all'ente impositore ovviamente solo nel caso evidente di nullità (per es. pagamento gia' effettuato), state attenti perche' trascorsi i 60 gg, l'istanza in autotutela non blocca i termini per fare ricorso

 

 La cartella priva di compilazione della relata di notificazione, praticamente in bianco è inesistente  e quindi insanabile, il cui effetto è la nullità della cartella Commissione Tributaria Regionale di Genova sentenza n. 669/03/2014 depositata il 07/05/2014

 

 

 

 

Il contenuto della relata di notifica

 

Ai sensi dell'art. 148 del C.p.C. e dell'art. 60 del DPR 600/1973 la relata, in calce e sull'originale, deve contenere la data, la persona a cui è consegnato l'atto, le sue qualità, il luogo di consegna, le eventuali ricerche fatte o i motivi della mancata consegna e la sottoscrizione di chi riceve l'atto (peculiarità rispetto a quanto previsto dall'art. 148 del C.p.C.).
A questo punto è necessario porre in evidenza come l'art. 26 del DPR 602/1973 al comma II disponga che in caso di consegna a mani proprie o di persone abilitate non è richiesta la sottoscrizione del consegnatario dell'originale della cartella.
Il concessionario della pubblica riscossione in varie occasioni ha interpretato tale disposto come una autorizzazione a non far sottoscrivere dal consegnatario la relata di notifica.
Tale interpretazione è da ritenersi errata in quanto il legislatore sancisce, al successivo IV comma, l'obbligo per il concessionario di conservare la matrice o la copia della cartella per cinque anni con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento, ne consegue che al contribuente viene consegnato l'originale sul quale non occorre la sottoscrizione, mentre al concessionario resta la copia della stessa.
Di conseguenza l'esonero vale solo per l'originale nelle mani del contribuente e non per la copia in mano al concessionario.
Ai sensi dell'art. 160 del C.p.C. la notificazione è nulla se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia, o se vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta o sulla data, salva l'applicazione degli artt. 156 e 157 del C.p.C.

Notifica a persone estranee
Se la notifica è espletata in luoghi e nei confronti di persone che non abbiano alcuna relazione con il destinatario la stessa è inesistente, in quanto in tali casi l'attività compiuta è totalmente difforme dal modello legale di notificazione (Corte di Cassazione nn. 10380/97; 9372/1997; 14393/99 e 5011/2000).

 

Il fermo amministrativo, come difendersi

Il fermo amministrativo  trova fondamento giuridico nell’art. 86 del Dpr 602/73, come modificato dal D.Lgs. n.193 del 27 aprile 2001, in vigore dall’08/06/01.

la legge prevede il preavviso di fermo e poi il fermo vero e proprio, l’agente della riscossione ovvero EQUITALIA in barba al dettato normativo, invia un preavviso con il quale informa che trascorsi 30 gg farà il fermo senza ulteriori avvisi, questo è assolutamente illegale!

  La prima cosa da fare e’ verificare che le cartelle esattoriali riportate nel fermo amministrativo siano effettivamente state notificate secondo la legge.

 E' illegale il fermo basato su cartelle non notificate o notificate in violazione del codice di rito. Commissione Tributaria di Napoli Sez. 12 Sentenza n. 533/12/2007

E' illegale il fermo amministrativo non preceduto da intimazione di pagamento, Commissione Tributaria di Frosinone Sentenza n. 299/05/2009

La seconda cosa da controllare è che ci sia proporzione tra l’azione del fermo amministrativo e importo da pagare, ad esempio se si deve pagare un importo esiguo certamente il provvedimento non e’ proporzionato all’effettivo danno arrecato. Se per esempio l’auto viene utilizzata per lavoro o per necessità primarie o è un bene strumentale dell’attività aziendale, questa e’ un ottima giustificazione per opporsi ricorrendo al giudice.


 

 

 

 

 

Trib. Milano (ord. 9/4/2003): La sproporzione fra valore veicolo e ammontare del debito configura eccesso di potere dell'esattoria. E' possibile inibitoria ex art. 700 cpc.  

Inoltre il fermo amministrativo viene disposto senza dare alcuna indicazione sull’organo a cui ricorrere e i tempi per proporre opposizione, in palese violazione dell’art.3 della legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa e sul rapporto cittadino istituzioni nonche’ dell’art.24 della Costituzione che tutela il diritto alla difesa.

Secondo la recente giurisprudenza l’organo competente a cui ricorrere è il Giudice ordinario (Giudice di pace o tribunale a seconda del valore della controversia), qualunque sia l’oggetto delle cartelle, mute, tributi o contributi.

Il fermo amministrativo e’ legittimo solo per i tributi erariali. Trib. Novara (sent.12/5/2003): Il fermo amministrativo è leggittimo solo per i crediti esattoriali di natura fiscale, sono escluse multe, contributi inps e inail

Inoltre il concessionario non puo’ provvedere direttamente al fermo amministrativo senza aver tentato altre vie alternative. Trib. Brindisi (sent. 43/2002): Il fermo amministrativo è lecito quando non sia possibile per l’esattoria riscuotere con altri mezzi, e’ illegittimo il ricorso diretto al fermo amministrativo senza aver tentato altre azioni alternative.


 

Atti tributari impugnabili art.19 DLGS 546/92

Gli Atti impugnabili innanzi alle Commissioni tributarie, ormai la maggioranza della giurisprudenza ritiene l'elenco dell'art.19 del Dlgs 546/92 non tassativo, quindi è impugnabile qualsiasi pretesa definitiva con qualsiasi forma richiesta

Ai sensi dell’art. 19 Dlgs 546/1992 sono impugnabili innanzi alle Commissioni Tributarie i seguenti atti:

       a) l'avviso di accertamento del tributo;

       b) l'avviso di liquidazione del tributo;

       c) il provvedimento che irroga le sanzioni;

       d) il ruolo e la cartella di pagamento;

       e) l'avviso di mora;

       e-bis) l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.  602,  e successive modificazioni;

       e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  e successive modificazioni;

       f) gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell'art. 2, comma 3;

       g) il rifiuto espresso  o  tacito  della  restituzione  di  tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;

       h) il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;

ogni altro atto per il  quale  la  legge  ne  preveda  l'autonoma impugnabilità davanti alle commissioni tributarie.


 

Gli orientamenti delle Commissioni Tributarie sono indirizzati sull’esclusione delle competenze in materia di sanzioni amministrative non tributarie, che sono di competenza del giudice ordinario o del giudice di pace, e in materia di contributi inps e inail che sono di competenza del giudice del lavoro. Tale orientamento pero' non e' condivisibile se si tratta di contestare la procedura le Commissioni dovrebbero comunque deliberare in tal senso la CTP di Roma.


 


 

 

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